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Enews #StefanoScaramelli 24/05/2018 n. 153

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Carissimi,
questa settimana il tema della casa è stato al centro delle mie attività in Consiglio regionale. Un’attività di ascolto, dialogo e tesa ad elaborare una legge che sia scritta, anche col cuore, nel massimo della condivisione. Un tema così forte come la casa non può essere affrontato senza chi rappresenta questa istanza sociale. Chi guadagna poco, chi è precario, giovane, chi è anziano e solo. Sono loro le nostre priorità ed è questo il riferimento politico dal quale partire. Il punto fondamentale intorno al quale, pur partendo da posizioni diverse, dobbiamo ritrovarci tutti è che l’abitazione rappresenta un processo di emancipazione sociale dei deboli e degli ultimi. Servirà cercare di aumentare i punteggi di chi non ce la fa, di chi da più anni è in graduatoria e residente nella nostra Regione, di quanti la crisi ha impoverito, tutelare chi oggi ha una casa popolare perché è evidente che se ce l’ha le sue condizioni reddituali non sono buone senza innescare una guerra tra poveri. Lavoreremo per introdurre graduatorie emergenziali e per dare maggiore discrezionalità ai comuni nelle situazioni di particolare gravità e per le assegnazioni degli alloggi da ristrutturare. Sarà uno dei lavori più complessi nel quale saremo chiamati a produrre innovazione legislativa ma non procederemo alla stesura finale del testo fin quando non emergerà un’ampia condivisione (qui per approfondire).

Lavoro. Per Nexi arrivano notizie positive, il tavolo regionale ha prodotto uno scatto in avanti nella trattativa tra azienda e sindacati. È comunque necessario essere prudenti e attendere l’esito del referendum che vedrà i lavoratori esprimersi sulla vicenda (qui per approfondire).

Gioco d’azzardo, il Consiglio approva l’adeguamento della legge regionale. A seguito di una eccezione del Ministero dell’interno si inserisce una modifica del preambolo: vengono meglio specificate le potestà esercitabili dalla Regione. Una piccolissima modifica di un testo di legge che rimane nella sua interezza.

Dopo Larciano in provincia di Pistoia, primo comune a partire, è la volta di Torrita di Siena in Valdichiana. Si apre oggi un altro cantiere della banda ultralarga, un nuovo pezzo della Toscana che si prepara a viaggiare ad un gigabit al secondo: anche nei paesi più piccoli e nelle zone meno frequentate, per chi ci abita e le aziende che vi lavorano. L’intervento, sostenuto con i fondi comunitari Fesr, si inserisce all’interno del piano che porterà da qui al 2020, in tutta la regione, la banda ultralarga anche nelle cosiddette aree bianche, ovvero le frazioni meno popolate o le aree produttive meno densamente frequentate dove con la sola logica di mercato non sarebbe mai giunta. Il cantiere è parte di investimento pubblico complessivo, sostenuto da Regione e Ministero, che in tutta la Toscana vale 228 milioni.

Un milione di euro sarà messo a disposizione delle imprese che faranno svolgere attività agricole a persone con disabilità o con svantaggio, o che svilupperanno iniziative volti a tenere insieme il mondo rurale e il panorama dell’associazionismo sociale con progetti di collaborazione e partenariato. Ogni soggetto disabile o svantaggiato potrà essere accolto in un’azienda agricola per un periodo minimo di 6 mesi e l’attività dovrà essere svolta per almeno otto ore settimanali, con l’accompagnamento di un tutor. Per partecipare al bando le imprese agricole dovranno associarsi con soggetti del terzo settore o legati comunque al sociale. La domanda di aiuto potrà essere presentata dal giorno successivo alla pubblicazione sul BURT (prevista per il mese di giugno) ed entro il 28 settembre 2018.

Rimodulazione per spendere meglio: Toscana a più di metà dell’opera. Oltre 2300 progetti ammessi al finanziamento, per una spesa pubblica complessiva di 413 milioni di euro pari al 52,1% delle risorse complessive del programma. Questa la fotografia dello stato di avanzamento del Por (il piano regionale toscano) del Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020, scattata alla fine del 2017 e presentata nel corso dell’incontro del Comitato sorveglianza del programma che, con quasi 800 milioni di euro in sette anni, finanzia gran parte delle iniziative della Regione per la crescita e lo sviluppo economico, sociale e territoriale, attraverso progetti per le imprese, l’ambiente, le infrastrutture (qui per approfondire).

Oltre 33 milioni alle aziende sanitarie toscane per farmaci oncologici innovativi. L’assegnazione dei budget per il 2018 destina la somma di 33.667.928 euro alle tre aziende sanitarie (Toscana centro, nord ovest e sud est) e alle tre aziende ospedaliero-universitarie (Pisana, Senese e Careggi). In Toscana, come nel resto d’Italia, il 30% della spesa farmaceutica è rappresentato dai farmaci oncologici. E l’impatto della spesa farmaceutica oncologica è destinato ad aumentare: l’ingresso sul mercato di nuove opportunità terapeutiche, in grado di cambiare la prognosi di molti pazienti, avrà rilevanti ricadute economiche, sia per il costo dei farmaci che per il processo di cronicizzazione della malattia. Da qui l’esigenza di finanziare nuove terapie farmacologiche. Qui per approfondire.

La Valdichiana si prepara ad ospitare il maggior evento dedicato alla chianina nella sua zona d’origine. Da venerdì 25 a domenica 27 maggio e da venerdì 1 a domenica 3 giugno torna “La valle del Gigante Bianco” che, giunta alla quattordicesima edizione, proporrà un doppio fine settimana ricco di iniziative orientate alla valorizzazione e alla scoperta della razza bovina, proponendo rievocazioni storiche, visite agli allevamenti, percorsi cicloturistici, convegni e, ovviamente, cene e degustazioni.

Giardini e cortili di 100 tra dimore, castelli e ville toscane si apriranno a turisti e visitatori, domenica 27 maggio, in occasione della VIII giornata nazionale dell’associazione dimore storiche italiane. Nel senese si snoda un percorso tra le Crete e la Val d’Orcia. Le mappe della giornata nazionale sul sito www.adsi.it

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Enews #StefanoScaramelli 17/05/2018 n. 152

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Carissimi,
aggredire con decisione le liste d’attesa, migliorare gli assetti del personale, potenziare il sistema di emergenza urgenza: sono gli obiettivi della commissione regionale della sanità. Ne ho parlato in più interviste, quella su Corriere di Siena la trovate qui. A metà mandato abbiamo preteso dal governo regionale che la diminuzione delle attese diventasse un obiettivo prioritario. La prima risposta sta arrivando dalle chirurgie. L’obiettivo è quello di non andare oltre i quindici giorni per gli interventi più importanti, se necessario anche acquistando prestazioni intramoenia. La sanità pubblica non può essere più lenta di quella privata. I primi risultati sembrano positivi. Ma dobbiamo agire anche sulla diagnostica e sulle visite specialistiche. Per le urgenze non si devono superare i 7 giorni, considerando 30 il limite invalicabile oltre il quale i pazienti devono avere diritto al rimborso della prestazione se effettuata presso privati. E questo indipendentemente dal territorio di residenza: non possono esserci cittadini di serie A e di serie B. E’ importante recuperare il rapporto paziente -utente. Non possiamo pensare che ad una persona, in attesa di una prestazione sanitaria, sia un call center a illustrare tempi e metodi. Quando si tratta di esami o visite non urgenti, si può anche attendere, ma deve essere il medico a dare ampie spiegazioni in proposito. In ogni caso quello dei 30 giorni resta il limite a cui fare riferimento. La valorizzazione del personale pubblico è fondamentale, vanno ampliati gli orari e i giorni di lavoro, se necessario utilizzando la “produttività aggiunta”, in accordo con i sindacati. Gli organici, inoltre, vanno rinforzati. Mi infurio quando sento parlare di costi del personale: i medici in sanità sono un investimento, non un costo. Alcune figure apicali, ad esempio, avevano ragione di esistere tre anni fa, quando doveva partire la riforma sanitaria. Oggi sono inutili. In questa maniera possiamo già risparmiare due milioni e mezzo da qui alla fine della legislatura.

Centri antiviolenza, collaborazione e tempi certi nell’erogazione dei finanziamenti: queste le richieste presentate dalle rappresentanti di ‘Tosca’, il coordinamento toscano dei centri antiviolenza, alla commissione Sanità durante l’audizione tenuta ieri mattina al palazzo del Pegaso. I quattordici centri antiviolenza attualmente attivi in Toscana, con altrettante case-rifugio a indirizzo segreto, accolgono circa tremila donne l’anno, prendono in carico donne e bambini, assicurano sostegno legale e psicologico, al fine di restituire pieno recupero e aiutare le donne a ricostruire la propria vita, attraverso percorsi individuali, come ha spiegato Loredana Dragoni, del centro antiviolenza ‘La Nara’, di Prato. Le case-rifugio ospitano più di cento donne, con circa duecento bambini. Presto nasceranno dieci case di seconda accoglienza. Negli anni, si sono costituite reti territoriali forti, per le quali si richiede ulteriore rafforzamento “in una lotta che ha bisogno di essere aggiornata continuamente”. Giusto portare la questione in commissione; in Toscana c’è tanta azione di volontariato, servono risorse per avere certezze di finanziamento e lavorare con continuità, a partire dal potenziamento delle attività a favore di donne che hanno subito violenza in merito al loro bisogno di ascolto, di reinserimento lavorativo, di forme di aiuto nella ricerca di un’abitazione e su tutto del loro bisogno di riservatezza e segretezza.

Il rinnovo e il rilascio patenti, i farmaci biosimilari, l’innovazione, i presidi Estar tra i punti al centro dell’attenzione della Commissione sanità nell’audizione di questa settimana della Federazione toscana malati di diabete. Fra i temi anche l’elenco dei presidi toscani, la sollecitazione del rinnovo della Commissione regionale sulle attività diabetologiche, il Piano diabetologico terapeutico, la verifica dell’applicazione delle delibere sul territorio. Tredici i punti  che stanno a cuore ai malati di diabete e di cui la commissione Sanità guidata Stefano Scaramelli si farà carico. Oggi il primo passo con l’audizione di Roberto Cocci presidente della Federazione toscana  diabetici. Sul PDTA, il Piano Diabetologico Terapeutico Assistenziale Operativo, dobbiamo assicurare che in Toscana tutti abbiano la stessa assistenza con un unico PDTA regionale in linea con il Piano Sanitario Nazionale. Il diabete è uguale in tutta Italia e in ogni Regione, dovrebbe avere la stessa assistenza in qualunque località il paziente risieda. Su altri temi, come sull’innovazione (ad esempio gli strumenti di tecnologia avanzata per leggere la glicemia) e sull’acquisto dei presidi sanitari apriremo una discussione in sede di governo clinico, mentre molti degli altri punti saranno all’attenzione della commissione. Un aspetto che resta centrale e attorno al quale deve ruotare il nostro sistema sanitario è la prevenzione. Come Regione dobbiamo cercare, sempre di più, di prevenirne l’insorgenza del diabete con la promozione di corretti stili di vita, e sulla prevenzione al contrasto delle conseguenze, anche molto gravi, che la malattia può provocare.

Un nuovo approccio alla conoscenza scientifica e alle tecniche fondamentali per sviluppare competenze sostenibili nella filiera vitivinicola. È questo quanto si propone la Summer School Isse (International collaborative summer school on sustainable eno-viticulture) che ha organizzato in Toscana e Emilia Romagna una serie di lezioni interattive e giornate di formazione all’interno di cantine prestigiose di Gaiole in Chianti. Il programma del modulo toscano (dal 4 all’8 giugno) sarà presentato domani alle 11.30, sala Montanelli di palazzo del Pegaso. Gli studenti del ‘laboratorio di idee’ che unisce docenti, esperti enologi e agronomi, saranno seguiti da professori provenienti da paesi quali Australia, Cile, Stati Uniti e Sud Africa. Le lezioni avranno al centro la sostenibilità applicata alla vitivinicoltura.

Un percorso che migliori e snellisca il lavoro che porta al rilascio e al rinnovo del permesso di soggiorno dei bambini stranieri in affidamento a famiglie italiane, un processo spesso costellato da ostacoli burocratici lunghi e tortuosi. Questo l’obiettivo della riunione che si è svolta ieri nella sede della Questura di Firenze. Semplificare le pratiche e le tempistiche per il permesso di soggiorno dei ragazzi stranieri, chiarire le regole per le procedure relative ai minori in affido: sono queste alcune delle proposte su cui lavorare.

Oltre 18 milioni alle zone distretto dal Fondo nazionale politiche sociali, annualità 2017. Li destina un decreto approvato il 9 maggio scorso. Le cifre verranno subito liquidate, per un totale di 18.473.447. Nel settembre 2017 erano stati subito assegnati al territorio complessivamente 6 milioni di euro (Risorse regionali FRAS, Fondo regionale di assistenza sociale), in attesa delle risorse dell’assegnazione del Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS), che si presumeva arrivassero nel dicembre 2017. In realtà gli oltre 18 milioni assegnati dal FNPS alla Toscana sono arrivati il 10 aprile scorso. Appena è stata approvata l’ultima variazione di bilancio, è stato inserito in procedura il decreto per liquidare le cifre spettanti a Società della Salute e zone distretto. Queste alcune delle attività del settore sociale alle quali vengono destinati i finanziamenti: case di accoglienza donna/bambino, affidamento familiare, sostegno educativo a minori  a scuola, povertà (mense sociali, distribuzione pasti a bassa soglia, buoni spesa, supermarket della solidarietà), assistenza domiciliare a soggetti fragili (anziani, malati), comunità di pronta accoglienza, assegni di cura (badanti), trasporto sociale.

Il 91,7% dei diplomati degli ITS (Istituti tecnici superiori) toscani trova lavoro a un anno dalla fine del percorso. La percentuale è più alta rispetto alla media nazionale (82,5%). Nel 95,5% dei casi, gli occupati trovano lavoro in un’area coerente con il percorso concluso (il dato a livello nazionale è pari all’87,3%). Questi risultati positivi sono attestati dal monitoraggio del Ministero dell’istruzione e dell’Indire (Istituto nazionale documentazione innovazione e ricerca educativa). Sono 7 gli ITS presenti in Toscana, su 95 totali in tutta Italia. I percorsi formativi attivi nella Regione, che si inseriscono nell’ambito del progetto per l’autonomia dei giovani Giovanisì, sono 34, con 806 studenti e studentesse attualmente iscritti. Tre delle Fondazioni ITS toscane fanno parte dell’area tecnologica Nuove tecnologie del made in Italy (negli ambiti sistema agro-alimentare, sistema moda e sistema meccanica); una si riferisce all’area tecnologica Efficienza energetica; una alla Mobilità sostenibile; una riguarda le Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo; una alle Nuove tecnologie della vita. I dati, che rilevano gli esiti occupazionali a 12 mesi dal diploma, riguardano i percorsi conclusi fra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2016.

Sfiorati i 100 milioni di presenze turistiche in Toscana nel 2017. Un vero e proprio record che rischia di essere subito superato nell’anno in corso se verranno rispettate le proiezioni che parlano di ulteriori 2 milioni in più. Sono questi alcuni dei numeri principali sull’andamento del turismo toscano curati da Irpet e dalla società SL&A turismo e territorio. Nel 2017 gli arrivi in strutture ufficiali aumentano del 6,2% e le presenze del 3,8% rispetto al 2016, crescita quasi equamente determinata dalla componente straniera (+4% le presenze, + 6.2% gli arrivi) e da quella italiana (+3.6% le presenze, + 6.3% gli arrivi). Il 2017 ha registrato un nuovo record assoluto di presenze: 46,3 milioni in strutture ufficiali, a cui aggiungerne circa 48 stimate da Irpet in alloggi non ufficiali trainate dal vero e proprio boom di presenze in case e appartamenti di privati prenotabili on line, e ulteriori 3,9 milioni in strutture ricettive inadempienti l’obbligo di comunicazione delle presenze. Nel triennio 2015-2017 i settori caratteristici del turismo hanno creato in Toscana circa 15 mila posizioni lavorative in più con contratti standard di lavoro e oltre 23 mila dal 2009. Nel periodo 2009-2017 il saldo tra le entrate valutarie dal turismo internazionale, al netto delle spese dei turisti toscani all’estero, passa da 2 a 3 miliardi di euro. Nell’ultimo biennio aumenta del 9%.

Per il conseguimento dell’abilitazione alla ricerca dei tartufi, la Regione Toscana ha pubblicato gli orari e le sedi individuate per lo svolgimento degli esami della sessione primaverile del 2018. In seguito al riordino delle funzioni provinciali, le competenze relative all’abilitazione all’attività di ricerca, raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi e le relative sanzioni sono ora disciplinate dalla Regione Toscana. La raccolta dei tartufi è libera nei boschi e nei terreni non coltivati. Per praticare la raccolta del tartufo è necessario sottoporsi ad un esame di idoneità, superato il quale si può richiedere al proprio Comune di residenza il tesserino di idoneità, che ha una validità di cinque anni. Approfondimento sulla scheda dell’Urp, orari e sedi della sessione primaverile sul sito di Regione Toscana.

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Enews #StefanoScaramelli 10/05/2018 n. 151

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Carissimi,
il Consiglio regionale ha completato il testo unico sul turismo. Con il via libera dell’Aula ai nuovi ambiti territoriali omogenei e con una rilevante modifica al Testo unico, che incide principalmente sulla competitività delle strutture, la Toscana si compone di ventotto ambiti per la gestione in forma associata di accoglienza e informazione turistica; di questi sei riguardano i comuni della provincia di Siena. Grazie a questa legge abbiamo ridato identità a luoghi a territori che la politica in passato aveva diviso.
Il turismo per le terre di Siena è identità e storia. L’Amiata torna a fare l’Amiata superando la dicotomia Grosseto Siena (ne fanno parte Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Piancastagnaio, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano); la Valdorcia si ritrova in quella dimensione che è patrimonio dell’umanità (Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia); il Chianti si ricompatta tra Siena e Firenze (Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa); la Valdichiana ritrova la sua identità naturale (Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda); l’area di Siena si contorna delle sue Terre (Asciano, Buonconvento, Chiusdino, Monteroni d’Arbia, Monticiano, Murlo, Rapolano Terme, Siena, Sovicille) e la Valdelsa si apre all’Etruria Volterrana (Casole d’Elsa, Castelnuovo Val di Cecina, Colle Val d’Elsa, Montecatini Val di Cecina, Monteriggioni, Monteverdi Marittimo, Poggibonsi, Pomarance, Radicondoli, San Gimignano, Volterra). Dirlo così può sembrare banale e semplice, ma in realtà abbiamo ascoltato i territori e ridato identità e storia a quei luoghi che in passato per inerzia hanno corso il rischio di sparire come luoghi di destinazione e promozione turistica.
Tra le novità più significative: alberghi e le strutture turistiche all’area aperta (campeggi e camping village, villaggi turistici): introdotta la possibilità, non prevista precedentemente, di esercitare saune e bagni turchi, limitatamente agli alloggiati, senza la presenza necessaria dell’estetista; mentre il servizio di centro benessere sia per gli alloggiati che per gli esterni dovrà necessariamente prevederla; albergo diffuso: abbiamo reso la disciplina più flessibile aprendo alla possibilità di includere nell’albergo diffuso anche una o più strutture alberghiere e extralberghiere con caratteristiche di civile abitazione; campeggi: si prevede che il camping village sia un’articolazione del campeggio, consentendo così consentendo la trasformazione da campeggio a camping village – qualora le piazzole allestite con casette mobili superino il 30% del totale e non oltre il 70% – senza il bisogno di ricorrere ad una variante urbanistica; disposizioni più chiare in materia di locazioni turistiche; migliorato il quadro normativo in materia di accesso all’esercizio di alcune professioni turistiche, tra cui: guida turistica, accompagnatore turistico, guida ambientale.

In queste ore è stato firmato il decreto per la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale per l’evento meteo eccezionale che due giorni fa, 8 maggio, ha colpito le province di Firenze, Pisa e Siena ed in particolar modo la Valdichiana. Lo stato d’emergenza è stato ritenuto indispensabile dopo aver constatato che gli eventi calamitosi hanno provocato allagamenti e esondazioni dei torrenti nelle varie località coinvolte, con gravi disagi alla popolazione, provocando danni diffusi al patrimonio privato e alle attività commerciali e interruzione di viabilità e di servizi pubblici. A breve saranno individuate le risorse, i tempi entro i quali dovranno essere impiegate, e le iniziative da assumere.

Continuità assistenziale, nuovo accordo della Regione con i medici di famiglia. A distanza di dieci anni dall’ultimo siglato, l’accordo rinnova e valorizza la figura della Continuità assistenziale, un tempo detta Guardia medica, e rafforza la collaborazione tra i medici di famiglia e i loro colleghi della Continuità assistenziale. Fino ad oggi, la Continuità assistenziale si è sempre occupata unicamente delle urgenze “non differibili”, cioè di quelle patologie per le quali la valutazione medica non può attendere che il medico curante rientri in servizio. Con questo nuovo accordo, nel confermare questa importante funzione, la Continuità assistenziale si apre alla condivisione della presa in carico dei pazienti complessi e con più patologie. Il medico curante, qualora riscontri la necessità di garantire interventi programmati anche nel fine settimana, potrà attivare il collega di Continuità assistenziale, che parteciperà quindi al piano di cura personalizzato del paziente. Una opportunità in più per garantire a questi pazienti un’assistenza migliore e favorire la continuità di presa in carico attraverso una modalità strutturata per i pazienti più gravi.

Approvati e pubblicati dalla Regione cinque avvisi pubblici che incentivano la realizzazione di progetti di formazione strategica sulle filiere produttive toscane ed un avviso pubblico per incentivare la riconversione professionale. Le domande possono essere presentate fino al prossimo 15 giugno. La dotazione finanziaria complessiva è di 13 milioni di euro. Cinque dei sei bandi riguardano progetti formativi strategici riguardanti le filiere: Moda, Nautica e Logistica, ICT, Chimica e Farmaceutica, Multifiliera (questa a sua volta comprende le filiere Agribusiness, Marmo, Meccanica ed Energia, Turismo e Cultura, Trasversale). Il sesto avviso è invece per progetti formativi strategici di Riconversione professionale. In tutti i casi vengono concessi finanziamenti nell’ambito dell’attuazione del POR FSE 2014-2020 obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione”. Tutti i dettagli sono consultabili o sul sito regionale o su quello di Giovanisì.

Anche questa settimana torno a parlarvi di liste d’attesa. L’ho fatto pure su QN. Tagliare i tempi è possibile, ci stiamo lavorando. Lo studio di Ars, che ho voluto con forza, dimostra che è necessario investire sulla produttività aggiuntiva per ridurre ancora le liste. Bene la delibera di Giunta sulla chirurgia ma lavoriamo anche sulla diagnostica.

Questa settimana è stata anche all’insegna del grande sport; quello bello. La settimana della promozione in Superlega dell’Emma Villas. E’ difficile raccontare cosa sia l’Emmavillas per me, per la nostra comunità. Difficile raccontare cosa abbia rappresentato per Chiusi ieri, e oggi per Siena. Dalla sconfitta di Spoleto del 2012, alle vittorie del 2013, 2014 e 2015, fino al trasferimento a Siena, i trionfi di Coppa Italia. La lungimiranza del presidente Giammarco Bisogno e dei sui collaboratori, la condivisione di un progetto che è progetto di comunità sociale e imprenditoriale, prima che sportivo. Le mie scelte da sindaco di Chiusi, tra cui quella di aprire il PalaCoopersport alle famiglie, i baby club collaterali, i progetti sociali abbinati agli incassi, lo sviluppo del settore giovanile e l’idea di fare sistema con tante imprese del territorio per crescere insieme, in anni di crisi economica con lo sviluppo di un business imprenditoriale. Dietro questa lungimiranza ci sono state gioie e lacrime, trasferte e vittorie, palazzetti prima quasi vuoti poi sempre più pieni. Dalle mille persone che ospitammo a Chiusi, in deroga, con una capienza che non poteva supportare più di 450 persone, fino alle 3.500 del Palaestra di Siena. Una crescita costante e coraggiosa che ha fatto nascere amicizie e legami nuovi, che ha saldato la relazione tra una squadra e un territorio e che ha fatto del trionfo di questa settimana il coronamento di un sogno folle. Un’impresa mai vista! Dalla serie C alla B2, dalla B1 alla A2, fino alla A1 oggi Superlega. Nel mezzo le Coppe Italia a riempire le bacheche. A mia vista il più grande progetto di ascesa sociale, sportiva ed economica che le terre di Siena e la Toscana tutta abbiano mai vissuto.

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Enews #StefanoScaramelli 04/05/2018 n. 150

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Carissimi,
in Commissione sanità e politiche sociali ieri è stata una giornata intensa, difficile da sintetizzare. Le consultazioni sulla nuova legge che riguarda l’edilizia residenziale pubblica hanno messo in evidenza la necessità di apportare modifiche al testo vigente affinché vengano promossi nuovi strumenti per evitare il discrimine fra italiani e stranieri dando legittimazione, forza e risposte, a quei toscani che soffrono e che la crisi ha impoverito. Non si tratta di creare un distinguo a prescindere tra italiani e stranieri, l’ho spiegato anche su Repubblica Firenze (qui). E’ arrivato il momento di favorire correttivi alla legge sulle case popolari per aiutare quei cittadini, magari residenti in Toscana da molti anni che da troppo tempo sognano una casa pubblica, a cui non tocca mai. Correttivi da accompagnare a nuove e maggiori risorse, sia a livello nazionale che regionale, con stanziamenti certi e duraturi nel tempo, con l’obiettivo di favorire un programma pluriennale di investimenti e di ristrutturazione degli immobili esistenti.

Sul tema delle liste d’attesa, di cui vi avevo scritto anche la scorsa settimana, sono arrivati i dati che emergono dal secondo report 2018 diffuso dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana  che ha come oggetto il “Monitoraggio delle liste di attesa delle prestazioni non ambulatoriali”, da me fortemente voluto (delibera CRT n. 100 del 21/12/2016) al fine di avere dati oggettivi e trasparenti in grado di mettere le istituzioni toscane nelle condizioni di apportare correttivi e indirizzi sulla base di analisi reali. Dai dati emerge la riduzione dei tempi d’attesa per gli interventi chirurgici: tumori maligni alla tiroide, a rene e prostata e per tumore celebrale del 30 per cento. I tempi si allungano invece  per la chirurgia vascolare, la cardiochirurgia e la cardiologia interventistica. Aumento dei tempi di attesa anche per tumori a colon, retto, stomaco e per tumore maligno di utero e ovaio, mentre resta alto il gap fra le varie strutture sanitarie delle Toscana. Qui il dettaglio. C’è ancora molto da fare per ridurre le liste d’attesa. E’ necessario investire sulla produttività aggiuntiva per ridurre ancora le liste. I nuovi dati elaborati dall’Agenzia Regionale di Sanità sui tempi di attesa per le prestazioni chirurgiche erogate in Toscana dimostrano, ancora una volta, che c’è molto da fare per migliorare e velocizzare la presa in cura. Occorre lavorare per trovare soluzioni, come la produttività aggiuntiva per i medici, al fine di apportare concrete modifiche e sensibili riduzioni dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie. Aumentare i fondi e la condivisione dei processi con la base, medici e operatori, dove essere una delle priorità su cui investire per migliorare la sanità toscana e realizzare interventi reali in favore della riduzione delle liste d’attesa.

Per l’agricoltura, in particolare sui caprioli servono nuove iniziative per contrastare i danni ancora troppo ingenti ai vigneti.  Il parere di ISPRA, sebbene obbligatorio, non è vincolante già come ribadito nella mozione approvata dal Consiglio regionale nel settembre 2016 e come sottolineato anche nella lettera del presidente di ATC3 Siena Nord Roberto Vivarelli, e rafforza nella convinzione che si possa ricorrere anche ai contributi scientifici espressi da organismi come CIRSEMAF (Centro universitario per la ricerca sui miglioramenti ambientali e la fauna partecipato dalle tre università di Siena, Firenze e Pisa) che può fornire elementi utili di cui tenere conto nel procedimento di approvazione dei piani di gestione degli ungulati, del calendario venatorio e delle forme di prelievo da autorizzare, al fine di rendere tali piani maggiormente rispondenti alle esigenze di riequilibrio fra agricoltura, caccia e ambiente. Qui per approfondire.

Incubatori d’impresa e startup house: a breve il nuovo avviso per l’accreditamento. Dal primo giugno le strutture già esistenti potranno accreditarsi e quelle già accreditate potranno aggiornare i propri dati sul sistema informatico di Sviluppo Toscana per avere a disposizione tutta una serie di servizi di supporto come quelli sul campo dell’innovazione, dell’efficienza ambientale, del miglioramento delle reti distributive e della gestione dei clienti, delle consulenze per la registrazione di brevetti e certificazioni, gli studi di fattibilità, i servizi per l’internazionalizzazione. Nel 2017 tra i soggetti accreditati anche più realtà delle terre di Siena come Casa di Chesino a Poggibonsi; Fondazione Toscana Life Sciences; la casa delle sturt up al Palazzone di Colle di Val d’Elsa.

Antincendi boschivi: al via pacchetto di iniziative per potenziare e qualificare il servizio. Rafforzare la prevenzione antincendi, coinvolgendo sempre di più i cittadini e migliorare l’organizzazione e le tecniche di spegnimento utilizzando le più valide esperienze internazionali. Sono questi gli obiettivi di una serie di iniziative promosse dalla Regione Toscana nel mese di maggio per qualificare sempre di più la sua azione di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. Nel settore antincendi boschivi la nostra regione ha un ruolo di avanguardia su scala nazionale: il servizio regionale antincendi boschivi conta 4800 uomini e donne addestrate (di cui 4200 volontari), seicento mezzi ‘terrestri’, fino a dieci elicotteri in volo nella parte più ‘calda’ dell’estate e un centro di addestramento d’eccellenza, a Monticiano, unico in Italia e frequentato anche da operatori di altre nazioni. Una organizzazione qualificata per riuscire a salvaguardare un bene prezioso pari a metà del territorio regionale: con 1 milione e 200.000 ettari la nostra regione ha la più ampia superficie boscata in Italia.

Attraverso l’Italia in bici per testimoniare l’impegno contro la droga. Stanno attraversando l’Italia in bicicletta, per testimoniare l’impegno delle comunità e delle strutture che si occupano della cura alle tossicodipendenze. Da oggi al 7 maggio passeranno dalla Toscana, con tappe a Lucca, Pieve a Nievole e San Gimignano. Life – In marcia per la vita, giunta quest’anno alla sua decima edizione, è organizzata dall’Associazione Sport e Comunità. A pedalare ogni giorno, per un percorso complessivo di circa 3.000 chilometri, con tappe di circa 100 chilometri, sono i ragazzi/e delle comunità che in tutta Italia lavorano nel campo delle tossicodipendenze. La staffetta è partita il 21 aprile da Casale Monferrato, arriverà il 23 maggio a Mazara del Vallo. In Toscana le comunità terapeutiche sono 56, di cui 13 gestite dalle Asl e 43 dagli Enti ausiliari, per un totale complessivo di 1.119 posti (938 residenziali e 181 semiresidenziali). Tutte le informazioni sul sito www.inmarciaperlavita.it

 

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