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Il sostegno di Sindaci e amministratori della provincia di Siena

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4/2015 – Voglio ringraziare la direzione provinciale del Pd che ha dato il via libera alla mia candidatura, le oltre 1400 persone che mi hanno sostenuto e i sindaci il cui appoggio è arrivato perché con me condividono non solo la stessa visione di futuro ma anche l’esperienza amministrativa dei Comuni. Amministrare, nonostante le difficoltà, significa lavorare per assicurare servizi di qualità, offrire un modello di civiltà a tutti e impegnarsi per il buongoverno attraverso cose concrete. Nelle mie idee per il futuro delle terre di Siena non c’è l’ennesima ricetta calata dall’alto, né una sommatoria di proposte astratte, ma l’esperienza di chi, concretamente, negli ultimi 14 anni si è confrontato tutti i giorni con le necessità dei cittadini. Grazie al confronto con i sindaci sono nate idee importanti per portare le terre di Siena a vivere nella Toscana del futuro. Credo che l’obiettivo della politica sia proprio questo: essere uno strumento attraverso il quale i cittadini decidono il proprio futuro.
E le terre di Siena nella Toscana del futuro dovranno contare e farsi portavoce di un nuovo modello di sviluppo e di crescita culturale, sociale ed economica. Un futuro in cui questo territorio dovrà essere riformista, nel segno della trasparenza e del merito, attento alla giustizia sociale e agli investimenti in innovazione. Le terre di Siena, con i suoi talenti, possono e devono promuovere con determinazione la solidarietà e l’iniziativa privata per aprire la strada a chi vuol investire e creare posti di lavoro. Nella mia esperienza amministrativa porto esempi concreti come, ad esempio, aver contribuito, e gettato le condizioni, affinché la valorizzare di un edificio pubblico diventasse sede per una grande realtà aziendale. E’ il caso di uno dei primi dieci player italiani del lavoro interinale che ha lasciato Roma per trasferirsi a Chiusi in un edificio pubblico “dormiente”, uno dei primi ospedali in Toscana nel Mediovo, andato, a mezzo bando di concorso, in affitto a chi ha preso in carico, e realizzato, la ristrutturazione dei quasi mille metri quadrati del palazzo storico vincolati dalla soprintendenza. A livello regionale, per queste terre, c’è tanto da fare in questo senso: dobbiamo abbassare la pressione fiscale, aprire ai buoni investimenti delle corsie preferenziali, serve far funzionare meglio la macchina pubblica, agire sulla semplificazione e ridurre la burocrazia, e poi servono le idee di tutti. Quelle idee che si poggiano su un programma e una candidatura fatta dal basso che in questi giorni si sta arricchendo dei contributi di tutti. I sindaci che hanno firmato per sono: Agnoletti Riccardo Sinalunga, Berni Gabriele Monteroni d’Arbia, Bonari Paolo Asciano, Braconi Paolo San Giovanni d’Asso, Gugliotti Giuseppe Sovicille, Grazi Giacomo Torrita di Siena, Montemerani Paolo Buonconvento, Parenti Fabiola Murlo, Spanu Emiliano Rapolano Terme, Tondi Fabrizio Abbadia San Salvatore, Valentini Bruno Siena. A loro si aggiungono gli oltre 70 tra segretari delle unioni comunali, assessori, consiglieri e sindaci dei comuni di Chiusi, Castellina in Chianti, Caltelnuovo Berardenga, Castiglione d’Orcia, Cetona, Chianciano, Chiusdino, Gaiole in Chianti, Montalcino, Monteriggioni, Pienza, Poggibonsi, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Monticiano, Trequanda, San Casciano dei Bagni, tanto sostegno anche da Sarteano, Casole d’Elsa, Colle Val d’Elsa, Montepulciano, Piancastagnaio, San Gimignano.

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Il Pit va cambiato. Basta approcci ideologici

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Il Vinitaly 2015 delle Terre di Siena

3/2015 – “L’agricoltura delle terre di Siena, i nostri vini, possono essere un volano per la Toscana e per il Paese che lavora per rimettersi in moto: tessere fondamentali di un puzzle che può aprire la strada al futuro”. Così Stafano Scaramelli, candidato al Consiglio della Regione Toscana, spiega la sua presenza a Vinitaly, con lui a Verona anche Giacomo Grazi, sindaco di Torrita di Siena. “Le tante cantine del vino, i grandi brand, le realtà emergenti, le famiglie che hanno fatto la storia delle denominazioni  delle terre di Siena e i piccolissimi produttori sono la spina dorsale di questo territorio, la Toscana del futuro deve partire da qui – spiega Scaramelli -. Vinitaly è la rassegna internazionale di riferimento del mondo del vino perché ospita la Toscana e Siena, gli operatori del settore lo sanno, conoscono bene la cifra del nostro valore. Un valore che i nostri vignaioli, con il lavoro di tutti i giorni, alimentano e accrescono, per questo meritano un impegno e una politica alla loro altezza. Incontrando i produttori delle terre di Siena ho respirato la loro grinta, l’impegno e la vocazione internazionale delle loro cantine ma anche l’esigenza di vedere realizzati dei cambiamenti. Primo su tutti il Pit. Basta approcci ideologici: in Toscana serve la vigilanza sull’applicazione delle norme a tutela del paesaggio e non un impianto normativo esasperatamente complesso che mira solo all’estetica e ai virtuosismi burocratici. Il Piano del Paesaggio va cambiato, deve basarsi sul buon senso e deve tendere all’armonia e al miglioramento delle condizioni di migliaia di persone che vivono e lavorano in questo paesaggio. Penso anche alla semplificazione, alla troppa burocrazia che soffoca il settore e spesso costa, in termini monetari, portando via risorse e tempo importante per sviluppare le aziende agricole. E c’è anche il grande tema della lotta alla contraffazione e l’impegno che la politica deve mettere a servizio della protezione dei prodotti di qualità e delle eccellenze di cui siamo ricchi. Nei grandi spazi di Veronafiere ho incontrato istanze che accomunano le tante denominazioni e i Consorzi di Tutela del nostro territorio, per tutti l’Imu agricola è un problemi che si aggiunge al grande tema degli ungulati e degli animali predatori. La Regione, che con il riassetto istituzionale, acquisirà la competenza in materia, dovrà lavorare e investire sull’agricoltura e sul vino, senza approcci ideologici. Un’agricoltura che funziona è il paradigma di ciò che la Toscana deve fare: il mondo del vino – con il valore imprenditoriale delle tante piccole, medie e grandi imprese – crea ricchezza, posti di lavoro, turismo, dà valore all’immagine del territorio e con i propri prodotti, viaggiando in tutto il mondo e arrivando sulle tavole dei consumatori, promuove l’immagine, lo stile di vita e la bellezza delle nostre terre”.

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Presentata la candidatura al Consiglio Regionale della Toscana

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20La Primavera ha portato un grazie grande le oltre 1.400 richieste

2/2015 – Stefano Scaramelli ha presentato la candidatura al Consiglio Regionale della Toscana. Con un “grazie alle oltre ‎1.400 richieste di candidatura” inizia il commento di Scaramelli che, via Facebook, annuncia di aver formalizzato la sua “candidatura che a questo punto diventa la nostra”. “Viviamo‎insieme questa ‎sfida con ‎impegno, passione, orgoglio, coraggio e tanta voglia di rischiare consapevoli – scrive Scaramelli – che non c’è sfida più bella da ‎vincere di quella che si gioca controvento, contro tutto, perché consapevoli della necessità di ‎cambiare verso: l’obiettivo è portare Siena e le sue ‎Terre a vivere nella ‎Toscana del futuro”. Ecco il fischio d’inizio della candidatura del sindaco di Chiusi al Consiglio regionale della Toscana che spiega perché si è lanciato in questa sfida: “si tratta di scegliere tra chi rappresenta il passato e chi può disegnare il futuro. Vogliamo chiudere una stagione politica che ha prodotto tanti danni per Siena, per aprire una diversa e nuova stagione. Dobbiamo riprenderci l’orgoglio di far parte di questo territorio e possiamo farlo perché non abbiamo bisogno del libretto delle giustificazioni per gli errori commessi”. E tra i temi sui quali Scaramelli ha già iniziato a lavorare ci sono: turismo, agricoltura, politiche sociali e del lavoro, sviluppo delle nuove tecnologie, cultura, infrastrutture, servizi e termalismo. “Penso allo sviluppo economico e ai giovani che hanno bisogno – dice Scaramelli – di nuove opportunità. E su tutti l’agricoltura che può e deve essere una leva di sviluppo, un settore capace di creare posti di lavoro ma che ha bisogno di semplificazione, di minore fiscalità e di un approccio non ideologico volto alla (ri)creazione di un nuovo, e proficuo, equilibrio tra caccia, ambiente ed agricoltura. La politica deve tornare a fare la politica anche in campo agricolo, deve assumersi le proprie responsabilità, lavorare per la valorizzazione della terra che è un bene al sole, custodito, mantenuto e migliorato ogni giorno dai nostri agricoltori che la lavorano e la amano. Ma penso anche alla promozione turistica, materia che sarà cruciale nei prossimi anni. E poi l’innovazione, in tanti settori, per arrivare al tema, importantissimo, del lavoro, strettamente legato all’impegno che la politica si deve assumere per portare aziende ad investire nel nostro territorio. E poi la battaglia per l’adeguamento delle infrastrutture, con la necessità di collegamenti migliori tra Siena, Grosseto e Firenze, arrivando al potenziamento dei servizi sanitari, l’Università e la ricerca, perché si deve puntare sul merito, si devono valorizzare i talenti e le eccellenze. C’è tantissimo lavoro da fare”. Temi importanti e delicati, in particolare, quello legato all’agricoltura perché, con il riassetto istituzionale, la competenza in materia passa dalle Province alla Regione. “Siena deve andare avanti a testa alta e questo territorio deve avere capacità rivendicativa, esigere il riconoscimento di diritti e ruoli per portare avanti con forza le richieste che nascono dal basso, dai cittadini. Serve il coraggio di lottare – dice Scaramelli – oggi la battaglia è difendere la nostra identità e far emergere l’orgoglio Senese, una sfida che mi sento di assumere perché non ho mai avuto paura di fare battaglie. In passato c’è stata invece troppa autoreferenzialità, determinata dalla visione politica di una generazione che è rimasta troppo chiusa nelle stanze di partito. La politica non è un mero esercizio di potere. Ciò che è stato fatto negli ultimi anni è stato poco lungimirante. Dobbiamo cambiare verso”.

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Quota 1.000 per Stefano Scaramelli in Toscana

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Marzo iniziava così…
1/2015 – Parte a vele spiegate la candidatura che nasce dal basso e intercetta la volontà di cambiamento del Pd della provincia di Siena: la figura di Stefano Scaramelli come candidato al Consiglio regionale della Toscana conta già oltre 1.000 adesioni a sostegno. Ecco il primo risultato ottenuto dall’appello lanciato dal Pd di Chiusi che, all’unanimità, ha proposto la candidatura di Scaramelli. “La risposta straordinaria del territorio, tutto, è la dimostrazione che la buona politica, quella fatta con onestà, umiltà, concretezza, nel rispetto dei valori e per la costruzione del bene comune è ciò che chiedono, e vogliono, queste terre – spiega Juri Bettollini, già responsabile Enti Locali, oggi coordinatore della campagna per la candidatura di Scaramelli – . L’affetto, la voglia di cambiamento, la riscoperta passione per la politica e per la partecipazione che ho avvertito in questi giorni, incontrando iscritti, simpatizzanti, sindaci, segretari comunali, di circolo e tanti cittadini, è una grande emozione che spinge l’acceleratore sulla voglia di fare sempre di più: la politica deve tornare ad essere all’altezza della bellezza di Siena e delle sue terre. Questo territorio deve intraprendere una strada nuova rispetto al vecchio modello ormai superato e la candidatura di Scaramelli sta intercettando, e calamitando, le aspettative e le speranze per il Rinascimento di Siena. Il numero straordinario di cittadini che chiede di sostenere la candidatura di Scaramelli sarà coinvolto nella partita per il cambiamento che vogliamo fare tutti insieme, con gentilezza, rispetto e partecipazione, come abbiamo fatto a partire dal 2012, mentre per le firme a sostegno ci dovremo fermare a quota 400. Firme che lunedì consegneremo in Federazione, a quel punto mancherà solo l’accettazione di Scaramelli per iniziare la campagna elettorale sotto il segno del cambiamento”.

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