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Enews #StefanoScaramelli 17/05/2018 n. 152

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Carissimi,
aggredire con decisione le liste d’attesa, migliorare gli assetti del personale, potenziare il sistema di emergenza urgenza: sono gli obiettivi della commissione regionale della sanità. Ne ho parlato in più interviste, quella su Corriere di Siena la trovate qui. A metà mandato abbiamo preteso dal governo regionale che la diminuzione delle attese diventasse un obiettivo prioritario. La prima risposta sta arrivando dalle chirurgie. L’obiettivo è quello di non andare oltre i quindici giorni per gli interventi più importanti, se necessario anche acquistando prestazioni intramoenia. La sanità pubblica non può essere più lenta di quella privata. I primi risultati sembrano positivi. Ma dobbiamo agire anche sulla diagnostica e sulle visite specialistiche. Per le urgenze non si devono superare i 7 giorni, considerando 30 il limite invalicabile oltre il quale i pazienti devono avere diritto al rimborso della prestazione se effettuata presso privati. E questo indipendentemente dal territorio di residenza: non possono esserci cittadini di serie A e di serie B. E’ importante recuperare il rapporto paziente -utente. Non possiamo pensare che ad una persona, in attesa di una prestazione sanitaria, sia un call center a illustrare tempi e metodi. Quando si tratta di esami o visite non urgenti, si può anche attendere, ma deve essere il medico a dare ampie spiegazioni in proposito. In ogni caso quello dei 30 giorni resta il limite a cui fare riferimento. La valorizzazione del personale pubblico è fondamentale, vanno ampliati gli orari e i giorni di lavoro, se necessario utilizzando la “produttività aggiunta”, in accordo con i sindacati. Gli organici, inoltre, vanno rinforzati. Mi infurio quando sento parlare di costi del personale: i medici in sanità sono un investimento, non un costo. Alcune figure apicali, ad esempio, avevano ragione di esistere tre anni fa, quando doveva partire la riforma sanitaria. Oggi sono inutili. In questa maniera possiamo già risparmiare due milioni e mezzo da qui alla fine della legislatura.

Centri antiviolenza, collaborazione e tempi certi nell’erogazione dei finanziamenti: queste le richieste presentate dalle rappresentanti di ‘Tosca’, il coordinamento toscano dei centri antiviolenza, alla commissione Sanità durante l’audizione tenuta ieri mattina al palazzo del Pegaso. I quattordici centri antiviolenza attualmente attivi in Toscana, con altrettante case-rifugio a indirizzo segreto, accolgono circa tremila donne l’anno, prendono in carico donne e bambini, assicurano sostegno legale e psicologico, al fine di restituire pieno recupero e aiutare le donne a ricostruire la propria vita, attraverso percorsi individuali, come ha spiegato Loredana Dragoni, del centro antiviolenza ‘La Nara’, di Prato. Le case-rifugio ospitano più di cento donne, con circa duecento bambini. Presto nasceranno dieci case di seconda accoglienza. Negli anni, si sono costituite reti territoriali forti, per le quali si richiede ulteriore rafforzamento “in una lotta che ha bisogno di essere aggiornata continuamente”. Giusto portare la questione in commissione; in Toscana c’è tanta azione di volontariato, servono risorse per avere certezze di finanziamento e lavorare con continuità, a partire dal potenziamento delle attività a favore di donne che hanno subito violenza in merito al loro bisogno di ascolto, di reinserimento lavorativo, di forme di aiuto nella ricerca di un’abitazione e su tutto del loro bisogno di riservatezza e segretezza.

Il rinnovo e il rilascio patenti, i farmaci biosimilari, l’innovazione, i presidi Estar tra i punti al centro dell’attenzione della Commissione sanità nell’audizione di questa settimana della Federazione toscana malati di diabete. Fra i temi anche l’elenco dei presidi toscani, la sollecitazione del rinnovo della Commissione regionale sulle attività diabetologiche, il Piano diabetologico terapeutico, la verifica dell’applicazione delle delibere sul territorio. Tredici i punti  che stanno a cuore ai malati di diabete e di cui la commissione Sanità guidata Stefano Scaramelli si farà carico. Oggi il primo passo con l’audizione di Roberto Cocci presidente della Federazione toscana  diabetici. Sul PDTA, il Piano Diabetologico Terapeutico Assistenziale Operativo, dobbiamo assicurare che in Toscana tutti abbiano la stessa assistenza con un unico PDTA regionale in linea con il Piano Sanitario Nazionale. Il diabete è uguale in tutta Italia e in ogni Regione, dovrebbe avere la stessa assistenza in qualunque località il paziente risieda. Su altri temi, come sull’innovazione (ad esempio gli strumenti di tecnologia avanzata per leggere la glicemia) e sull’acquisto dei presidi sanitari apriremo una discussione in sede di governo clinico, mentre molti degli altri punti saranno all’attenzione della commissione. Un aspetto che resta centrale e attorno al quale deve ruotare il nostro sistema sanitario è la prevenzione. Come Regione dobbiamo cercare, sempre di più, di prevenirne l’insorgenza del diabete con la promozione di corretti stili di vita, e sulla prevenzione al contrasto delle conseguenze, anche molto gravi, che la malattia può provocare.

Un nuovo approccio alla conoscenza scientifica e alle tecniche fondamentali per sviluppare competenze sostenibili nella filiera vitivinicola. È questo quanto si propone la Summer School Isse (International collaborative summer school on sustainable eno-viticulture) che ha organizzato in Toscana e Emilia Romagna una serie di lezioni interattive e giornate di formazione all’interno di cantine prestigiose di Gaiole in Chianti. Il programma del modulo toscano (dal 4 all’8 giugno) sarà presentato domani alle 11.30, sala Montanelli di palazzo del Pegaso. Gli studenti del ‘laboratorio di idee’ che unisce docenti, esperti enologi e agronomi, saranno seguiti da professori provenienti da paesi quali Australia, Cile, Stati Uniti e Sud Africa. Le lezioni avranno al centro la sostenibilità applicata alla vitivinicoltura.

Un percorso che migliori e snellisca il lavoro che porta al rilascio e al rinnovo del permesso di soggiorno dei bambini stranieri in affidamento a famiglie italiane, un processo spesso costellato da ostacoli burocratici lunghi e tortuosi. Questo l’obiettivo della riunione che si è svolta ieri nella sede della Questura di Firenze. Semplificare le pratiche e le tempistiche per il permesso di soggiorno dei ragazzi stranieri, chiarire le regole per le procedure relative ai minori in affido: sono queste alcune delle proposte su cui lavorare.

Oltre 18 milioni alle zone distretto dal Fondo nazionale politiche sociali, annualità 2017. Li destina un decreto approvato il 9 maggio scorso. Le cifre verranno subito liquidate, per un totale di 18.473.447. Nel settembre 2017 erano stati subito assegnati al territorio complessivamente 6 milioni di euro (Risorse regionali FRAS, Fondo regionale di assistenza sociale), in attesa delle risorse dell’assegnazione del Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS), che si presumeva arrivassero nel dicembre 2017. In realtà gli oltre 18 milioni assegnati dal FNPS alla Toscana sono arrivati il 10 aprile scorso. Appena è stata approvata l’ultima variazione di bilancio, è stato inserito in procedura il decreto per liquidare le cifre spettanti a Società della Salute e zone distretto. Queste alcune delle attività del settore sociale alle quali vengono destinati i finanziamenti: case di accoglienza donna/bambino, affidamento familiare, sostegno educativo a minori  a scuola, povertà (mense sociali, distribuzione pasti a bassa soglia, buoni spesa, supermarket della solidarietà), assistenza domiciliare a soggetti fragili (anziani, malati), comunità di pronta accoglienza, assegni di cura (badanti), trasporto sociale.

Il 91,7% dei diplomati degli ITS (Istituti tecnici superiori) toscani trova lavoro a un anno dalla fine del percorso. La percentuale è più alta rispetto alla media nazionale (82,5%). Nel 95,5% dei casi, gli occupati trovano lavoro in un’area coerente con il percorso concluso (il dato a livello nazionale è pari all’87,3%). Questi risultati positivi sono attestati dal monitoraggio del Ministero dell’istruzione e dell’Indire (Istituto nazionale documentazione innovazione e ricerca educativa). Sono 7 gli ITS presenti in Toscana, su 95 totali in tutta Italia. I percorsi formativi attivi nella Regione, che si inseriscono nell’ambito del progetto per l’autonomia dei giovani Giovanisì, sono 34, con 806 studenti e studentesse attualmente iscritti. Tre delle Fondazioni ITS toscane fanno parte dell’area tecnologica Nuove tecnologie del made in Italy (negli ambiti sistema agro-alimentare, sistema moda e sistema meccanica); una si riferisce all’area tecnologica Efficienza energetica; una alla Mobilità sostenibile; una riguarda le Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo; una alle Nuove tecnologie della vita. I dati, che rilevano gli esiti occupazionali a 12 mesi dal diploma, riguardano i percorsi conclusi fra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2016.

Sfiorati i 100 milioni di presenze turistiche in Toscana nel 2017. Un vero e proprio record che rischia di essere subito superato nell’anno in corso se verranno rispettate le proiezioni che parlano di ulteriori 2 milioni in più. Sono questi alcuni dei numeri principali sull’andamento del turismo toscano curati da Irpet e dalla società SL&A turismo e territorio. Nel 2017 gli arrivi in strutture ufficiali aumentano del 6,2% e le presenze del 3,8% rispetto al 2016, crescita quasi equamente determinata dalla componente straniera (+4% le presenze, + 6.2% gli arrivi) e da quella italiana (+3.6% le presenze, + 6.3% gli arrivi). Il 2017 ha registrato un nuovo record assoluto di presenze: 46,3 milioni in strutture ufficiali, a cui aggiungerne circa 48 stimate da Irpet in alloggi non ufficiali trainate dal vero e proprio boom di presenze in case e appartamenti di privati prenotabili on line, e ulteriori 3,9 milioni in strutture ricettive inadempienti l’obbligo di comunicazione delle presenze. Nel triennio 2015-2017 i settori caratteristici del turismo hanno creato in Toscana circa 15 mila posizioni lavorative in più con contratti standard di lavoro e oltre 23 mila dal 2009. Nel periodo 2009-2017 il saldo tra le entrate valutarie dal turismo internazionale, al netto delle spese dei turisti toscani all’estero, passa da 2 a 3 miliardi di euro. Nell’ultimo biennio aumenta del 9%.

Per il conseguimento dell’abilitazione alla ricerca dei tartufi, la Regione Toscana ha pubblicato gli orari e le sedi individuate per lo svolgimento degli esami della sessione primaverile del 2018. In seguito al riordino delle funzioni provinciali, le competenze relative all’abilitazione all’attività di ricerca, raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi e le relative sanzioni sono ora disciplinate dalla Regione Toscana. La raccolta dei tartufi è libera nei boschi e nei terreni non coltivati. Per praticare la raccolta del tartufo è necessario sottoporsi ad un esame di idoneità, superato il quale si può richiedere al proprio Comune di residenza il tesserino di idoneità, che ha una validità di cinque anni. Approfondimento sulla scheda dell’Urp, orari e sedi della sessione primaverile sul sito di Regione Toscana.

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