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La carica dei 25. Presentati i coordinatori di “Sì Siena”

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#SiSiena. C'è una città che non si arrende, che ci prova, che lavora per un’Italia credibile. Una #Siena che non si accontenta, che diffida dalle imitazioni e che ogni giorno, si impegna nel suo lavoro e nella sua vita. C’è una Siena che dice Sì. Una città che non si arrende, che ci prova, che lavora per un’Italia credibile. Una Siena che non si accontenta e, ogni giorno, si impegna per fare di meglio. Oggi in Piazza del Campo abbiamo presentato i 25 coordinatori di Siena città appena nati per il Sì al Referendum di ottobre. Per #Bastaunsì  si mette in moto anche a Siena la macchina organizzativa volta a convincere più elettori possibili e sostenere la riforma che porrà fine al bicameralismo perfetto, cambiando radicalmente l’assetto politico-istituzionale del Paese. La bellezza di questo gruppo di persone che danno vita a “Sì Siena” è nella libertà e nell’autonomia di ogni coordinatore. Tra di loro c’è chi viene da esperienze di sinistra o di centro, c’è chi è, e sarà sempre, solo parte della società civile e chi ha un’esperienza profonda di militanza nel Partito. I 25 coordinatori hanno in comune, nella ricchezza delle diversità delle loro posizioni e inclinazioni personali, l’idea di cambiare davvero l’Italia. L’impegno attivo e volontario per quel Sì che saremo chiamati a esprimere in Ottobre è un Si all’Italia. Un Sì a un Paese che vuole diventare più veloce, snello, vicino ai cittadini, che vuole ridurre le remunerazioni e cancellare poltrone e stipendi. Chi fa politica ci deve stare con un livello di sobrietà e concretezza tali da cambiare verso all’Italia. Per realizzare questo cambiamento reale Basta un Sì. A Siena tra i coordinatori ci sono quattro consiglieri comunali, libero professionisti, medici, impiegati pubblici, studenti, persone che lavorano alacremente nel mondo del volontariato e dell’associazionismo. Grazie a queste persone Siena sarà protagonista del processo di cambiamento. Questo gruppo ricco di anime e sensibilità diverse si fonde sulla condivisione di valori e principi ispiratori comuni: fiducia, rispetto e orgoglio di essere fedeli a un grande progetto di cambiamento che, con il Referendum di ottobre, può segnare davvero la volta buona per il rilancio di questa nostra Italia. Il Sì al Referendum segna una linea di demarcazione netta col passato, non possiamo tornare indietro. L’Italia deve essere credibile, produrre riforme, lavoro e reddito. Non possiamo permetterci di tornare indietro rispetto ai passi in avanti fatti in questi due anni di riforme. Dobbiamo rompere definitivamente con un sistema istituzionale che per decenni ha ingessato e ancorato al passato un Paese che, troppe volte, ha perso occasioni importanti che avrebbero potuto segnare la differenza e creare quel benessere sociale, civile, economico, valoriale che l’Italia merita. I coordinatori senesi sono: Barbagli Beatrice, Bianchi Massimo, Bufalini Stefania, Cardone Claudia Andrea, Cava Massimo, Ciacci Francesco, Chiti David, Coluccia Anna, Da Frassini Ivano, Diurno Carmine, Fattorini Massimo, Ferri Cristina, Grasso Anna, La Russa Ginevra, Mezzedini Giovanni, Milano Roberta, Morellini Mario, Nesi Federico, Nunziata Luca, Picchi Duccio, Pini Letizia, Poggioni Pierpaolo, Porcellotti Gianni, Romano Sara, Severi Marco.

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Il futuro dei trasporti per Siena sfreccia sui binari dell’alta velocità evitando le code. Le soluzioni a ribasso non sono smart

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ScaramelliLa sfida infrastrutturale è partire da Siena alle ore 7.20 e arrivare a Roma entro le ore 9. Un tempo di percorrenza di un’ora e quaranta minuti. Siena e i senesi meritano di lavorare per raggiungere, e vincere, questa sfida che si deve e si può realizzare passando da Chiusi. Il servizio integrato bus-treno per Siena: Freccialink, un autobus-navetta da 16 posti con i colori delle Frecce per i viaggiatori che da Siena vogliono raggiungere Milano e Roma non colma quel gap infrastrutturale che obbliga i mezzi su gomma a pesanti rallentamenti e a code, in alcune fasce orarie interminabili, per raggiungere la stazione dell’alta velocità di Firenze. Occorre evitare da Siena il traffico del Galluzzo e arrivare in meno di un’ora, in treno, nel nostro capoluogo regionale. Così, anche in direzione sud, continuare a ragionare con tempi di 3 ore e 20 minuti per arrivare a Roma è anacronistico. Alla stazione ferroviaria di Chiusi – Chianciano Terme a breve partiranno i lavori per rialzare i binari delle attuali piattaforme: lì andranno incrociati i treni provenienti da Siena con un paio di Freccerosse che potranno fermare a Chiusi. Ogni altra soluzione a ribasso non convince. La sfida per Siena è arrivare in meno di un’ora a Firenze su rotaia e un’ora e quaranta, sempre su ferro, a Roma. Questa è una sfida smart. Il resto è poca cosa.
L’integrazione ferro-ferro per Siena può garantire certezza degli orari e celerità dei collegamenti. Impossibile non considerare nella logica ferro-gomma da Siena per Firenze il tappo del Galluzzo che, di fatto, vanifica il trasporto di alta velocità verso nord. Ecco perché solo il miglioramento del trasporto ferroviario per Firenze, riducendone a meno di un’ora il collegamento su rotaia, è in grado di offrire un trasporto veloce con tempi certi, a costi accessibili e rispettoso dell’ambiente. Il trasporto su ferro può dare risposte concrete alla crescente congestione stradale, alla saturazione delle infrastrutture, alle politiche green: una best practice rispetto al modello all road ma anche a quello gomma-ferro. La leva dei trasporti su rotaia a Siena deve iniziare a ricoprire un ruolo importante nel potenziamento della sostenibilità economica e ambientale del nostro territorio. In questa prospettiva è una buona cosa la demolizione partita sull’area nella quale, a Chiusi, potrebbe sorgere una stazione dell’alta velocità capace di mettere la Media Etruria in collegamento con le grandi città italiane e non solo. Questi lavori già avviati, come il Piano operativo approvato nella città, aprono la porta a possibili scenari dai quali le terre di Siena, nel loro complesso, potrebbero trovare riscatto e colmare quel gap infrastrutturale che da sempre scontano.

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Creare linee guida comuni per politiche sanitarie efficaci e funzionali nei territori

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Adesso a #Jesi per la Conferenza interregionale sulle strategie assistenziali per la non autosufficienza #Toscana #Umbria #MarchePositivo il confronto sulla sanità delle tre Regioni coinvolte che, con gli operatori sanitari, i rappresentanti delle associazioni di volontariato e del privato sociale dei rispettivi territori, hanno iniziato a lavorare alla costituzione di un gruppo di lavoro interregionale per condividere obiettivi e costruire percorsi assistenziali comuni seguendo le migliori  linee di intervento adottate nei diversi territori nel settore della non autosufficienza. Un confronto che parte dalla considerazione della sostenibilità presente, e futura, dei sistemi assistenziali. Ecco il risultato della Conferenza Interregionale sulle “Strategie assistenziali per la non autosufficienza” che si è tenuta a Jesi (Ancona) venerdì 20 e sabato 21 maggio.
L’obiettivo è  creare linee guida comuni, che possano essere usate dalle singole Regioni per adottare politiche sanitarie efficaci e funzionali per il proprio territorio. La salute è un bisogno e un’istanza imprescindibile per ognuno di noi e per le nostre comunità. Produrre salute e non sanità significa mettere in campo strategie e scelte politiche chiare e lungimiranti. La Conferenza interregionale è stata un momento importante e proficuo per analizzare quali sono le migliori esperienze in campo sanitario e assistenziale nelle tre Regioni. Un’occasione da cui è partito un percorso di scambio di conoscenze e di collegamenti indispensabili per ottimizzare le politiche sanitarie dell’Italia di mezzo e per iniziare a intraprendere percorsi normativi comuni.

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Sanità nell’Italia di Mezzo, a Jesi con i colleghi di Umbria e Marche

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Sanità nell’Italia di Mezzo Scaramelli a Jesi con i colleghi di Umbria e MarcheToscana, Umbria e Marche a confronto per analizzare le migliori esperienze, le politiche sanitarie dell’Italia di mezzo e iniziare a intraprendere normative comuni. Ecco il tema della Conferenza Interregionale sulle “Strategie assistenziali per la non autosufficienza” che si terrà a Jesi domani e sabato 21 maggio. La conferenza, organizzata dall’Irccs Inrca – lstituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani – è promossa dai presidenti delle Commissioni consiliari Sanità e Politiche Sociali della Regione Marche, Fabrizio Volpini, della Regione Umbria, Attilio Solinas e Toscana.
Tra i temi discussi nella Conferenza interregionale, l’innovazione dei modelli di assistenza da parte delle Regioni, per una più efficace presa in carico dei pazienti in condizioni di non autosufficienza. Obiettivo della conferenza è discutere delle strategie mirate ad una maggiore integrazione socio-sanitaria, attuabili attraverso percorsi assistenziali condivisi tra aziende sanitarie e ospedaliere, territori, enti pubblici e soggetti del terzo settore e del volontariato.
La necessità di formulare linee guida comuni, che possano essere usate dalle singole Regioni per creare politiche sanitarie efficaci e funzionali per il proprio territorio nasce dall’assunzione di responsabilità che le istituzioni regionali sono chiamate a prendersi: la salute. Una risorsa importante non solo per i singoli individui ma per la collettività intera, che va raggiunta e mantenuta quotidianamente con strategie e scelte politiche precise e lungimiranti. La salute è lo stato fondamentale per il benessere psicofisico di ognuno ed elemento importante per il contributo al progresso economico e sociale. All’incontro di Jesi analizzeremo quali sono le migliori esperienze su più fronti per uno scambio di conoscenze e di approfondimenti necessari a ottimizzare le politiche sanitarie dell’Italia di mezzo e iniziare a intraprendere percorsi normativi comuni.

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